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Storia del Comune
Castello Paribelli Albosaggia sembra derivare il suo nome da termini quali Alpes Agia, Monte Santo, o, ma solo per assonanza, Albutiacula, che rimanda alla gens romana degli Albuij, o ancora da Albosarius, boscaiolo. Il toponimo Albosagia compare su documenti del XII secolo e da allora è rimasto sostanzialmente invariato. Il ritrovamento di un'ascia di bronzo ad alette, ora al museo Giovio di Como, fa supporre che fosse abitata già in epoca preistorica o quantomeno fosse zona frequentata da cacciatori. Vennero ritrovate anche diverse monete romane dell'età imperiale. La Valle di San Salvatore, secondo lo storico Quadrio (XVII sec.), nel VI-VII secolo doveva avere già molti abitanti. La strada che collegava la media valle dell'Adda con le popolazioni delle vallate bergamasche attraverso il passo del Publino o di San Salvatore ebbe nel tempo un'importanza notevole. Anche per chi volesse raggiungere Lecco o Como, le mulattiere dei valichi alpini, impervie e faticose, erano preferite, nella bella stagione, alle strade lunghe e tortuose fino a Colico e al tragitto del lago su imbarcazioni spesso insicure e lente. In epoca medioevale Albosaggia appare contesa da più parti: la valle del Livio o San Salvatore difendeva almeno in parte dai Capitanei di Berbenno, mentre il rimanente territorio era una vicinia di Sondrio. Vi ebbero beni gli xenodochi dei Santi Remigio e Perpetua di Tirano, vi esistevano interessi già dal XIII secolo della famiglia comasca dei Quadrio residenti a Ponte, ma anche di famiglie nobili Bergamasche. Da un documento risulta che Albosaggia, nel 1308, era una vicinia di Sondrio; da altri atti notarili del 1370 sembra avesse ottenuto le premesse per l'autonomia amministrativa. Nel 1335 passò sotto il dominio dei Visconti, ai quali rimase fedele anche durante la rivolta contro di essi del 1369/70. Nel 1435 Albosaggia fu data in feudo ai Quadrio di Ponte. La Parrocchia ottenne l'indipendenza amministrativa, rispetto alla Pievana di Sondrio, nel 1471. Nella storia del paese ebbe un ruolo importante la famiglia Paribelli. Si ricorda in particolare modo Giangiacomo, che venne insignito del titolo di "nobile del Sacro Romano Impero" dall'Imperatore Rodolfo II, con diploma datato da Praga 21 giugno 1581. Giangiacomo svolse un'intensa attività diplomatica preso le corti d'Europa. Dice di lui il governatore grigione Guler che... "fu un gentiluomo sperimentato e di pronto accorgimento, il quale occupò con mirabile destrezza l'ufficio di cancelliere supremo di Sondrio e di vicario del capitano della Valtellina... Suo figlio Lorenzo, dottore in entrambi i diritti, provetto in parecchie lingue, gentiluomo di grande potenza, era per ricchezza fra i primi della Valle...". Il territorio di Albosaggia negli anni tra il XVI e il XVII secolo spaziava da Cedrasco a Piateda, dall'Adda alla Bergamasca. Aveva diversi preti e notai, ma la popolazione era costituita per la gran parte da pastori e da contadini che lavoravano per lo più terreni in affitto. La proprietà apparteneva ai nobili, o alle chiese; pochi avevano terreni di proprietà. Si cavava il ferro dalle montagne della Val Venina; tale attività dava lavoro alla gente del posto in qualità di boscaioli per alimentare i forni fusori o di cavatori del minerale grezzo o di trasportatori di varie merci a dorso di mulo o di cavallo. Anche al Porto l'attività era notevole; dalla sponda sondriese verso Albosaggia e viceversa si traghettavano persone, merci, animali. Qui giungevano e partivano imbarcazioni con passeggeri, cavalli, buoi con veicoli e carri più o meno carichi. Al molo imbarcavano persone di fiducia che riscuotevano il pedaggio per conto dei Capitanei di Sondrio, dei Beccaria e anche dei Paribelli. Il primo ponte sull'Adda è stato costruito nel XVIII secolo ed era di legno; il navetto è rimasto in esercizio tra le due sponde fino al 1884. "Il territorio del paese di Albosaggia, assai disperso, con le contrade annesse, conta oltre trecentocinquanta famiglie tutte cattoliche", così scriveva il Niguarda nel 1589 in occasione della famosa visita pastorale. La popolazione di quegli anni, considerando 6-7 componenti in media per famiglia, doveva quindi aggirarsi intorno alle 2100 - 2450 unità. Una cifra rispettabile, se si tiene conto dell'epoca, e indice di importanza e properosità; prosperosità che è documentata dall'estimo del 1531 sulla consistenza economica del versante orobico, le cui cifre, nella ripartizione dello stesso, vedevano Albosaggia al secondo posto, dopo Morbegno. Nei secoli che seguirono ci deve essere stato un certo regresso, almeno stando alle cifre relative alla popolazione. Movimenti migratori, specialmente verso città e regioni italiane, devono essere avvenuti intorno al 1700; ne farebbe fede, tra l'altro, il calice d'argento sbalzato e cesellato donato alla chiesa prepositurale di S. Caterina, sul piede del quale si legge: "Benefattori di Roma 1729". Ai tempi di Melchiorre Gioia, agli albori del XIX secolo, pare invece che l'emigrazione fosse pressoché inesistente, mentre più tardi e fino all'inizio di questo XX secolo, il fenomeno fu più intenso, come pure nell'intervallo tra le due guerre.
Comune di Albosaggia (sec. XV - 1797) Comune del terziere di mezzo della Valtellina, appartenne alla pieve di Sondrio. Il toponimo appare fissato nella forma attuale già nel XII secolo, riferito ad un vasto territorio, ripartito in numerose contrade poste sul versante orobico della Valtellina. Originariamente Albosaggia fu una vicinia di Sondrio, e tale rimase fin verso il secondo decennio del XV secolo. Tuttavia, già nel 1354, con l’erezione della chiesa di Santa Caterina, alla comunità di Albosaggia era stato riconosciuto il diritto di eleggere autonomamente il proprio curato: la circoscrizione del comune avrebbe ricalcato di fatto quella della parrocchia. Nel corso del XIV secolo Albosaggia fu infeudata ai Capitanei di Sondrio, e a partire dal 1395 ai Visconti, fino al 1435, quando divenne dominio dei Quadrio di Ponte. Da un atto rogato dal notaio Beltramo Silva di Como il 19 giugno 1355, si deduce che il territorio era ripartito in quadre (contrade), con le denominazioni di contrata de Faedo vallis Sancti Salvatoris, contrata de Albosaggia de supra, contrata de Albosaggia de suptus, contrata de Torziono. Ogni contrada era a sua volta divisa in borgate (Sosio, Paganoni 1987). Alla metà del XVIII secolo le quattro quadre erano denominate Superiore, con Cantone, Val Mana, Paribelli, Motta; Inferiore, con Moizi e Delini; Carasale; Carbonera (Quadrio 1775-1776). Le quadre erano ripartite, nel 1748, in sessanta contrade, i fuochi erano allora 337 (Cavallari 1961 c). Nell’archivio parrocchiale di Albosaggia sono conservati gli ordini della comunità di Albosaggia, (ordini di Albosaggia sec. XVII) stesi dal notaio Francesco Giovanni Battista Piano il 22 febbraio 1670 in 41 capitoli e approvati da Giacomo Pelosio, luogotenente del governatore di Valle il 6 marzo con la partecipazione del decano (Forza 1990; Sosio, Paganoni 1987). La comunità di Albosaggia nel 1589 contava, con tutte le contrade, più di 350 fuochi (Visita Ninguarda 1589-1593), nel 1624 2.180 abitanti (Perotti 1992 a), nel 1797, infine, 3.000 abitanti (Massera 1991 a). Comitato di giustizia (1797 - 1798) Dopo il congedo degli ufficiali grigioni in Valtellina avvenuto nel giugno del 1797, nel comune di Albosaggia si insediò un comitato di giustizia, che cessò ufficialmente dalle proprie funzioni con l’organizzazione del potere giudiziario nel dipartimento d’Adda e Oglio (determinazione 17 nevoso anno VII). Il comitato di giustizia di Albosaggia era formato da cinque soggetti (Elenco tribunali dipartimento Adda e Oglio, 1798), con sola giurisdizione in materia civile, per i quali fu valutato un indennizzo di lire 30 di Milano al mese (Indennizzo tribunali provvisori in Valtellina, 1798). Comune di Albosaggia (1798 - 1815) In base al progetto di divisione in distretti della Valtellina e Bormio (Progetto di compartimento 1797, Valtellina), il comune di Albosaggia sarebbe stato inserito nel distretto 5° con capoluogo Sondrio. Nella prima ripartizione del dipartimento d’Adda e Oglio (legge 13 ventoso anno VI), il comune di Albosaggia apparteneva al distretto di Castione. Con l’organizzazione del dipartimento dell’Adda e Oglio (legge 11 vendemmiale anno VII), il comune di Albosaggia fu compreso nel distretto V di Sondrio. Nell’assetto definitivo della repubblica cisalpina, determinato nel maggio del 1801 (legge 23 fiorile anno IX), Albosaggia era uno dei settanta comuni che costituivano il distretto III di Sondrio del dipartimento del Lario. Nel nuovo piano di distrettuazione provvisoria del dipartimento del Lario, in esecuzione del decreto 14 novembre 1802, il comune di Albosaggia venne ricollocato nel V distretto dell’ex Valtellina con capoluogo Sondrio (Quadro distretti dipartimento del Lario, 1802), nel quale fu confermato, comune di III classe, nel 1803 (Elenco comuni dipartimento del Lario, 1803). Con l’organizzazione del dipartimento dell’Adda nel regno d’Italia (decreto 8 giugno 1805 a), il comune di Albosaggia venne ad appartenere al cantone I di Sondrio: comune di III classe, contava 2.500 abitanti. Nel prospetto del numero, nome e popolazione dei comuni del dipartimento dell’Adda secondo il decreto 22 dicembre 1807, figurava il comune denominativo di Albosaggia, con 1.570 abitanti (Prospetto comuni dipartimento Adda, 1807). Il progetto per la concentrazione dei comuni del dipartimento dell’Adda, seguito al decreto 14 luglio 1807, prevedeva l’aggregazione di Faedo e Cajolo al comune denominativo di Albosaggia, nel cantone I di Sondrio. A seguito dell’approvazione del compartimento (decreto 31 marzo 1809), fu eseguita la concentrazione dei comuni, con decorrenza dal 1 gennaio 1810; tale comparto, confrontato con quello in corso nel 1796, fu rimesso il 23 agosto 1814 alla reggenza provvisoria del regno d’Italia e fu confermato nel 1815, dopo l’assoggettamento del dipartimento dell’Adda al dominio della casa d’Austria nel regno lombardo-veneto (Compartimento Adda, 1815): a quest’ultima data Albosaggia (con 2.860 abitanti totali, 1.800 Albosaggia da sola) figurava comune principale del cantone I di Sondrio, unitamente ai comuni aggregati di Faedo e Caiolo. L’8 agosto 1814 il comune di Albosaggia aveva espresso un indirizzo di fedeltà all’Austria (Massera 1981 a). Comune di Albosaggia (1816 - 1859) In base alla compartimentazione territoriale del regno lombardo-veneto (notificazione 12 febbraio 1816) e all’elenco dei comuni riordinato dall’imperial regia delegazione provinciale, il comune di Albosaggia con San Salvatore fu inserito nel distretto I di Sondrio (Prospetto comuni provincia Sondrio, 1816). Albosaggia con San Salvatore, comune con consiglio, fu confermato nel distretto I di Sondrio in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844). Nel 1853 (notificazione 23 giugno 1853), Albosaggia con le frazioni San Salvatore, Monaci, Segrada e Paribelli era comune con consiglio comunale senza ufficio proprio e con una popolazione di 1.494 abitanti sempre inserito nel distretto I di Sondrio. Comune di Albosaggia (1859 - [1971]) In seguito all’unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Albosaggia con 1.785 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nel mandamento I di Sondrio, circondario unico di Sondrio, provincia di Sondrio. Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il comune aveva una popolazione residente di 1.888 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Nel 1867 il comune risultava incluso nello stesso mandamento, circondario e provincia (Circoscrizione amministrativa 1867). Popolazione residente nel comune: abitanti 2.038 (Censimento 1871); abitanti 2.343 (Censimento 1881); abitanti 2.623 (Censimento 1901); abitanti 3.030 (Censimento 1911); abitanti 2.931 (Censimento 1921). Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario unico di Sondrio della provincia di Brescia. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà. Popolazione residente nel comune: abitanti 2.824 (Censimento 1931); abitanti 2.891 (Censimento 1936). In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1946 il comune di Albosaggia veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Popolazione residente nel comune: abitanti 3.043 (Censimento 1951); abitanti 3.150 (Censimento 1961); abitanti 3.104 (Censimento 1971). Nel 1971 il comune di Albosaggia aveva una superficie di ettari 3.425.